venerdì 27 dicembre 2013

Caterina.

Ho fatto questo post su facebook, poco fa, ho deciso di metterlo anche qui, sul mio blog.


http://bologna.repubblica.it/cronaca/2013/12/27/news/giovane_malata_difende_test_su_animali_e_riceve_augurio_di_morte_su_facebook-74579642/?ref=HRER2-1

Spendo due parole sulla storia di Caterina (che ha tutta la mia solidarietà) solo per farvi vedere l'incoerenza, la stupidità, la cattiveria e l'ignoranza di chi commenta. Tra i vari insulti perpetrati nei confronti di Caterina, quello che mi ha colpito di più è questo: "Per me potevi pure morire a 9 anni, non si fanno esperimenti su nessun animale, razza di bestie schifose" scritto da un certo Mauro, Mauro che ha un evidente confusione mentale, perchè Mauro è amico degli animali, ma chiama "bestie schifose" Caterina e chi la supporta. Ora, io non sono un professore di lettere, ma i sinonimi e i contrari li insegnano alle elementari, magari verso la fine, ma quello è il periodo. Mauro, ragazzo mio, "bestia" è sinonimo di "animale" quindi lo dobbiamo prendere come un complimento o come un'offesa? 
Comunque sia, questi signori hanno avuto il coraggio (o l'idiozia) di insultare Caterina usando nome e cognome, quindi tutti i messaggi sono stati prontamente consegnati alla Polizia Postale che prenderà le dovute misure. Mi direte che sono solo ragazzi, io leggo tanta violenza e tanta cattiveria, secondo me vanno fermati e puniti, ma io sono solo un povero scemo, che volete che ne sappia?
#iostoconCaterina

domenica 22 dicembre 2013

Non voglio avere figli

E allora? Cosa c'è di strano? Non voglio avere figli. Sono a malapena in grado di gestire la mia persona e la mia igiene personale, figuriamoci se posso prendermi cura di un mostriccio che vomita, piscia e caga più volte al giorno. E poi, diciamoci la verità, un sacco di gente fa figli solo perché si sente moralmente obbligata a farlo, perché la società vuole così, perché bisogna dare l'immagine della famiglia tradizionale e tradizionalista, poco importa se dopo il papà è un alcolista, la mamma si fa scopare dal maestro di tennis e il frutto del loro "amore" viene cresciuto dalla babysitter o dai lupi. Con questo non voglio dire che tutti fanno figli per compiacere la società, ci mancherebbe, conosco un sacco di gente che ha figliato proprio perché voleva e sta pure facendo un ottimo lavoro! Potrei quasi dirvi, parafrasando un celebre cliché, che alcuni dei miei migliori amici sono genitori.
Ma rimane il fatto che io non voglio figli. Non ci sono portato, non voglio esserlo e non voglio nemmeno provarci. E questo mi renderà un emarginato della società, uno che non avrà mai un natale a casa perchè lascia la priorità a quelli con i figli, un emarginato della società, ma libero di andare a mangiare in qualsiasi ristorante senza sentirsi dire "Mi spiace, ma non siamo attrezzati per le famiglie con bambini piccoli" un emarginato della società che non sarà mai obbligato ad entrare al McDonald, un emarginato della società che non avrà mai la casa invasa da pupazzetti di peppa pig o altro, un emarginato della società che non dovrà bestemmiare sottovoce perché vuole guardare la TV, ma "adesso no, ci sono i cartoni!"
Emarginato? Forse. Libero? Sicuramente più di voi.

Sono Silvertongue e non sono obbligato a piacervi.

Parliamone

...Se solo sapessi cosa dire. Potrei reintitolare questo blog "Diario di un pazzo" ma qualcuno potrebbe obiettare.

Potremmo parlare di teatro classico, ma non so neanche cosa sia il teatro. Figuriamoci se sono in grado di parlare di teatro classico. Il fatto di aver recitato sotto la guida della grandissima Carla Dedemo non fa di me il nuovo Vittorio Gassman. Non conoscete Carla Dedemo? Era la mia insegnante di musica delle medie, cara amica di Patty Pravo, nonchè grandissima attrice Goldoniana. E mi ha fatto recitare. Ma il palcoscenico è carogna e io sono più un Kurt Cobain che un Freddy Mercury.
Vi faccio ridere, come ho già detto altre volte, sono un clown. Un fottuto clown. E io odio i clown, costretti ad indossare una maschera, costretti a far ridere anche se hanno qualcosa che dentro li divora. Li odio, perchè io non ho la loro forza, se sto male non riesco a farvi ridere. Non sono un professionista, sono un dilettante. Discreto, ma pur sempre un dilettante.

Mamma mia, quante parole buttate al vento, il bello di internet è che potrei cancellare tutto con un colpo di mouse, ma voi non sapreste mai che ho scritto queste cose e il mio egocentrismo, le mie manie di protagonismo mi impediscono di privarmi delle mie parole. Parole prive di senso, prive di logica, scritte di getto, vomitate sullo schermo senza cognizione di causa.
Se a voi non va bene, cambiate pure canale.



Ho scritto questo post nel lontano aprile 2010. Ve lo ripropongo, giusto per dare sfogo al mio ego spropositato. Ve l'ho già detto, non sono obbligato a piacervi.

Twitter e i suoi mostri.

"Il sonno della ragione genera mostri." quando nel 1797, Francisco Goya realizzò quest'opera non immaginava lontanamente che i suoi mostri sarebbero sembrati degli innocenti spauracchi, se paragonati ai mostri generati dalla rete e in particolare da Twitter.
Ma come, direte voi (voi chi?) sputi nel piatto dove hai mangiato e dove stai ancora mangiando? Ebbene sì. Perchè Twitter, con il suo microblogging, coi suoi maledetti 140 caratteri, ha creato dei mostri, che nemmeno Viktor Frankenstein avrebbe concepito.
Gente che fa "fine umorismo" sui ragazzi down e si stupisce se viene segnalato e sospeso, gente che ci racconta di quanto sia bello strafarsi di erba anche se i tempi delle superiori sono passati da un pezzo, gente che ci racconta di quanto è zoccola e vuol farci credere di essere una scrittice di erotismo, gente che di facciata pare essere integerrima, posta le foto dei pranzi preparati dalla moglie, la veranda di casa e poi... Poi in privato scambia foto del proprio uccello con le scrittrici erotiche di cui sopra, e quando non ha foto da scambiare, si rifugia su chatroulette. Per non parlare di quelli che hanno l'account ufficiale dove sono degli agnellini, che nel tempo libero fanno volontariato alla Caritas e l'account fake, dove fanno i "ribelli" nascosti dal monitor del pc o dallo schermo del loro iPhone. Certo, perchè loro hanno l' iPhone, lo strumento principe di ogni buon ribelle! Ma vorrei risultare polemico... In fin dei conti, pure io avevo un iPhone.
Ma i miei preferiti sono quelli che "Tu non capisci, io  trollo la gente." No, tu rompi i coglioni, è diverso. Non sei un cazzo di nessuno, hai fallito miseramente tutti gli obbiettivi della tua esistenza e ti permetti di prendere in giro gli altri senza però permettere diritto di replica, perchè tu hai avuto una vita dura, quindi non ti si può prendere per il culo, altrimenti siamo stronzi. Ma come? Tu sei un troll e io sono uno stronzo? Non mi pare molto democratico.
Anyway (e so quanto odiate quando dico "anyway") Twitter è pieno di mostri, ma è anche pieno di bellissime persone, quindi non demordete e continuate a giocare a Candy Crush, che qua non c'è più posto.

Sono Silvertongue, e non sono obbligato a piacervi.

Ricominciare

Ricominciare a scrivere, senza un soggetto preciso, scrivere di quello che mi passa in mente... Donne nude, vestite, body building, cazzate, politica, religione, sesso, droga, musica... Insomma, tutto.
Ricominciare da dove avevo smesso, quasi un anno fa, ricominciare usando la stessa piattaforma che ha visto la mia crescita, così per dire, artistica. Ricominciare senza però riallacciarsi a vecchi discorsi, minestre riscaldate (che si sa, hanno sempre un fondo di bruciato).
Insomma, ricominciare a parlare, senza usare la voce, ma le dita.
Io sono il Duca, sono Silvertongue. Sono tornato e non sono obbligato a piacervi.